Pubblicazioni | Dipartimento dei Beni Culturali:

Pubblicazioni

Volumi, Riviste e Collane curate dal Dipartimento

Il lavoro di ricerca condotto dai Docenti del Dipartimento, aiutati dai più giovani collaboratori – laureati, Specializzandi, Dottorandi, Assegnisti – trova spazio in una serie di Riviste e Collane, alcune delle quali vantano già una lunga tradizione, altre invece di più recente introduzione nella letteratura archeologica, con una varietà di offerta editoriale che risponde alle molteplici linee di ricerca del Dipartimento.
Le Riviste si presentano come sede privilegiata per il dibattito e la riflessione sui problemi relativi al metodo di indagine, dibattito che spesso si arricchisce del prezioso apporto di studiosi italiani e stranieri, nonché per la presentazione dei più recenti risultati delle nostre indagini sul terreno; le Collane accolgono invece volumi monografici e miscellanei che approfondiscono specifici temi, sovente frutto di lunghi anni di studio.

Aquae Patavinae
Montegrotto Terme e il Termalismo in Italia
Aggiornamenti e nuove prospettive di valorizzazione

Atti del II Convegno Nazionale


A un anno dal primo convegno, che gettava le basi dello studio delle aree archeologiche di Montegrotto Terme nel contesto del termalismo antico in Italia, la ricerca si è evoluta seguendo il filo di nuovi indizi: questi sono stati presentati in occasione del secondo convegno sul tema, tenutosi all’Università degli Studi di Padova nel 2011 e sono ora raccolti nel presente volume, articolato in quattro ricche sezioni.
Nella prima, telerilevamento, cartografia storica e ricerca d’archivio concorrono a restituire il palinsesto del paesaggio del comprensorio termale euganeo nel divenire storico dalla Protostoria al Medioevo.
Nella seconda e nella terza sezione, focalizzate su Montegrotto Terme, si raccolgono i risultati di scavi, ricognizioni di superficie e revisioni di materiali sinora inediti, e si ragiona sulla valorizzazione delle aree archeologiche, con ampio spazio dedicato alla metodologia di ricostruzione dell’antico anche attraverso l’ormai fondamentale apporto delle nuove tecnologie.
L’ultima sezione infine esplora più in generale il fenomeno del termalismo antico in Italia, con approfondimenti sulle fonti letterarie e sui contesti materiali.
Gli studi presentati in questa sede rappresentano il frutto di una intensa attività di ricerca, che coinvolge, oltre alla Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, le Università di Padova, Verona, Genova, il Centro Nazionale delle Ricerche (CNR – ITABC) e svariati studiosi, con l’obiettivo comune di conoscere la storia del territorio termale euganeo, di tutelarlo nella sua specificità, di renderne fruibili i valori culturali, storici e paesaggistici verso l’ambizioso progetto di costituzione del Parco archeologico delle Terme Euganee.

La lana nella Cisalpina romana
Economia e società

Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli


L’allevamento ovino e la lavorazione del suo prodotto più redditizio, la lana, svolsero un ruolo di vitale importanza nell’economia e nelle società antiche. Nelle regioni dell’arco adriatico ebbero uno straordinario sviluppo almeno dall’età del Bronzo e assunsero in età romana un’organizzazione avanzata, con un’attività “manifatturiera” di prodotti commerciati a largo raggio nel Mediterraneo, che anticipò gli importanti sviluppi “industriali” dell’età medievale e moderna.
A questo tema è stato dedicato nel 2011 un convegno, svoltosi nelle Università di Padova e di Verona, di cui il presente volume raccoglie gli atti. Nelle due sezioni in cui è organizzato il libro (allevamento ovino e lavorazione della lana), trovano ampia trattazione i risultati di specifiche ricerche dell’ateneo patavino: la prima, condotta da un’équipe interdisciplinare, riguarda alcuni insediamenti rurali dediti all’allevamento portati alla luce a Ca’ Tron, presso Altino (Venezia); la seconda, che ha coinvolto i tre atenei veneti - Padova, Verona e Venezia - e la Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, affronta la lavorazione della lana nella Venetia romana, studiata nei suoi aspetti tecnici, organizzativi, sociali e ideologici attraverso l’analisi degli indicatori archeologici. Tali indagini, incentrate sull’età romana, vengono messe a confronto con esperienze di ricerca relative a diverse aree geografiche, in Italia e all’estero, con una visione diacronica che mira a cogliere origini, continuità, evoluzioni e trasformazioni di questo fenomeno di lunga durata nell’economia cisalpina.
L’incontro è stato l’occasione per festeggiare Stefania Pesavento Mattioli, che ha svolto la sua attività tra gli atenei di Padova e di Verona, dedicandosi allo studio delle produzioni e dei commerci nell’età romana.

Camillo Filippi
"Pittore intelligente"

Alessandra Pattanaro


"Pittura del Rinascimento nell'Italia settentrionale" è una collana nata all'inizio degli anni novanta, nell'ambito dell'allora Dipartimento di storia delle arti visive e della musica, quale naturale sede di diffusione delle ricerche condotte dalla cattedra di Storia dell'arte moderna dell'Università degli studi di Padova e sostenute da finanziamenti ministeriali, nonché dal prezioso concorso di fondazioni bancarie (Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione CAB di Brescia, Fondazione Koelliker etc.) e di enti pubblici e privati (dalla Regione del Veneto alla provincia di Milano). Tra i numeri finora raccolti, si contano gli studi di Alessandro Ballarin su Dosso Dossi (1994-1995), su Jacopo Bassano (1995-1996), sul "Camerino delle pitture" di Alfonso I (2002-2007), sulla "Salomè" di Romanino (2006), su Leonardo a Milano (2010) e di Vittoria Romani su Primaticcio e Tibaldi (1997).
Per dare spazio a ricerche più circoscritte e specialistiche è stata nel tempo avviata anche la serie dei Quaderni, di formato più agile ma compatibile tanto con la struttura del saggio lungo quanto con quella della monografia tradizionale. Si sono raccolte ad oggi le indagini di Vittoria Romani (Per Bastianino. Le pale di San Paolo e un libro di disegni del Castello sforzesco, 2001, n. 1,), di Barbara Maria Savy («Manducatio per visum». Temi eucaristici nella pittura di Romanino e Moretto, 2006, n. 2), nonché quelle di Alessandro Ballarin (Boltraffio e la tecnica del "colorire a secco"), di Alessandra Pattanaro («Seguitando le pedate di Maestro Biagio». Riflessioni e nuove proposte per Girolamo da Carpi disegnatore), di Francesca Frucco (Per Gandini disegnatore) e di Sara Dell'Antonio (Per Andrea Schiavone disegnatore), presentate da Vittoria Romani (in Studi sul disegno padano del Rinascimento, 2010, n. 3).
Camillo Filippi «pittore intelligente» di Alessandra Pattanaro (2012) è il quarto numero di questa collana, ma è anche il primo della serie ad essere nato sotto l'egida del neo-costituito Dipartimento dei beni culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica. Di struttura monografica, il volume raccoglie in una sequenza di quattro saggi il dipanarsi della vicenda di un artista del Cinquecento «poco noto, ma molto presente nei documenti della Camera ducale estense per circa quarant'anni», nella cui bottega, durante gli anni che precedono e seguono il terremoto del 1554, si innesta il geniale figlio Sebastiano, detto Bastianino, che segnerà poi la pittura ferrarese fino alla critica fase della Devoluzione di Ferrara allo Stato della Chiesa. Seguono il regesto dei documenti, il catalogo e il corredo di immagini (15 tavole a colori, 124 in bianco e nero), nonché gli indici curati da Marialucia Menegatti. Editore: Aurora Artigrafiche, Verona.